Saldi estivi. Secondo Confcommercio ogni famiglia destinerà in media 201 euro all’acquisto
Al via il 4 luglio i saldi estivi. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia destinerà in media 201 euro all’acquisto di prodotti scontati, pari a circa 91 euro pro capite. Il giro d’affari complessivo previsto a livello nazionale raggiungerà i 3,2 miliardi di euro.
Il presidente di Federazione Moda Confcommercio La Spezia, Simone Vezzoni, ha sottolineato: “Le ultime stagioni sono state piuttosto difficili per il commercio. Nel nostro territorio si è registrato anche un lieve calo del turismo che ha inevitabilmente inciso sull’andamento dei negozi. Ci auguriamo che il periodo dei saldi possa contribuire a invertire questa tendenza e a dare nuovo impulso alle vendite. Nel complesso i dati delle vendite si mantengono abbastanza stabili, registriamo una flessione di circa il 5% rispetto allo scorso anno. L’inizio dei saldi ha riportato d’attualità il dibattito su un eventuale spostamento della data di avvio, è una battaglia che Federmoda ha già affrontato in passato e sulla quale, ancora oggi, non esiste una posizione condivisa. Molti commercianti sarebbero favorevoli a un rinvio, ma altre realtà del settore non sono d’accordo. La posizione di Federmoda resta quella di mantenere una data fissa e uniforme per tutto il territorio nazionale. Un calendario unico garantisce maggiore chiarezza per consumatori e operatori ed è una soluzione adottata anche in altri paesi europei, come la Francia. Il rischio, infatti, è che date diverse creino confusione. Pur con opinioni differenti sul periodo di avvio, riteniamo preferibile che esista una regolamentazione chiara. Va inoltre ricordato che un eventuale posticipo comporterebbe anche effetti sulle promozioni: se ad esempio i saldi iniziassero il 3 febbraio, nei 30 giorni precedenti non sarebbe possibile effettuare sconti, mentre a dicembre, durante il periodo natalizio, le promozioni resterebbero comunque consentite”
Il “manuale” dei saldi.
Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcuni principi di base sui saldi:
- Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. A differenza degli acquisti nei negozi fisici, in quelli online è possibile restituire il prodotto o effettuare cambi entro 14 giorni dal ricevimento a prescindere dall’esistenza di un vizio;
- Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante;
- Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless;
- Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo;
- Indicazione del prezzo: obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (tenendo conto anche della Direttiva Omnibus, recepita dal D.lgs 26/2023, in base alla quale va comunicato il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale.

