Confcommercio La Spezia a Bari. Tutte le proposte di Cities

Dopo il debutto di Bologna dello scorso autunno, torna “in Città: Spazi che cambiano, economie urbane che crescono” l’iniziativa promossa da Confcommercio all’interno del progetto Cities. Diventato ormai un appuntamento stabile nel calendario confederale, l’evento adotta una formula itinerante: cambiano i luoghi e i relatori, ma l’obiettivo resta quello di analizzare le criticità dei centri urbani per proporre soluzioni concrete.

Oggi e domani i lavori si sposteranno a Bari, all’interno dello Spazio Murat in Piazza del Ferrarese. All’evento è presente una delegazione spezzina dell’associazione di via Fontevivo, composta dal direttore Roberto Martini, dal responsabile della comunicazione Alessandro Corsini e del presidente di FIMAA Confcommercio La Spezia e membro di giunta Gianni Balducci.

“Tra il 2012 e il 2025 in Italia sono scomparse 156 mila imprese commerciali. La nostra provincia non fa eccezione, da anni lanciamo l’allarme sulla chiusura dei negozi e la desertificazione commerciale. – dichiara Roberto Martini, direttore di Confcommercio La Spezia –  Per invertire la rotta, Confcommercio rilancia il modello del progetto Cities e la proposta operativa rivolta direttamente ai sindaci: lavoriamo insieme a un Piano d’azione territoriale per la prossimità. Al Comune spetta la guida e la pianificazione, noi mettiamo a disposizione la conoscenza capillare delle strade e dei bisogni reali. L’iniziativa culminerà a breve in una mobilitazione nazionale. Il 16 novembre le Confcommercio di ogni provincia consegneranno simbolicamente ai sindaci di tutta Italia le chiavi dei negozi chiusi”

Il progetto Cities di Confcommercio diventa ormai fondamentale in un contesto di forte desertificazione commerciale e crisi del settore. Proprio la Liguria, secondo una recente indagine di Confcom-Centro Studi Tagliacarne su dati MEF, Rapporto Immobiliare OMI e Archivio ASIA-Istat, risente di un aumento dei negozi sfitti. Un fenomeno riconducibile in parte all’aumento dei costi degli affitti, dell’energia elettrica e del costo carburante.

“In Liguria sono presenti 17.201 attività, di queste 11.422 hanno la propria sede in locali presi in affitto, parliamo del 66,4% – commenta Gianni Balducci, presidente di FIMAA Confcommercio La Spezia e membro di giunta – Il dato evidenzia la limitata diffusione della proprietà immobiliare nel commercio al dettaglio e la conseguente esposizione della maggioranza degli esercizi ai costi di locazione e alle condizioni del mercato immobiliare. La Liguria registra le percentuali più basse di negozi di proprietà in Italia, preceduta solamente dal Lazio, dalla Campania e dalla  Toscana. A pagare il prezzo più alto di questa trasformazione economica sono il piccolo commercio non alimentare, il settore della ristorazione e dei bar, i negozi tradizionali di abbigliamento, calzature e articoli per la casa che registrano tassi di abbandono superiori al 20%. La situazione appare ancor più drammatica per le agenzie di viaggio, dove la percentuale di locali non attivi supera il 34%. Sotto pressione anche la cura della persona, con i saloni di parrucchiere ed estetista che mostrano livelli di sfitto vicini al 23%.”

Per affrontare la riqualificazione dei centri urbani, la strategia proposta da Confcommercio punta a superare l’approccio basato sull’emergenza, introducendo un metodo strutturale e duraturo. Se da un lato il sostegno all’offerta attraverso contributi ai singoli negozi rimane un elemento utile, la vera priorità risiede nella rigenerazione della domanda urbana. È necessario intervenire sulle condizioni generali di vivibilità, sicurezza, attrattività e qualità dell’abitare per spingere i cittadini a tornare a vivere, frequentare e fare acquisti nei propri quartieri.

“Il percorso operativo delineato richiede che ogni città si doti di un proprio Piano d’Azione Territoriale, uno strumento strategico pensato per riaprire i locali sfitti, rivitalizzare i centri storici e restituire energia ai quartieri periferici. – aggiunge Alessandro Corsini, responsabile della comunicazione di Confcommercio La Spezia – il negozio di vicinato sta attraversando una profonda trasformazione culturale e politica: non viene più considerato semplicemente come un’attività d’impresa, ma come una vera e propria infrastruttura civica indispensabile per la vita urbana. È questa la visione fondante di “Cities”, il progetto di Confcommercio nato con l’obiettivo di portare il valore sociale delle imprese di prossimità al centro dell’agenda delle istituzioni nazionali ed europee. Un locale di vicinato garantisce infatti presidio e sicurezza grazie alle sue vetrine accese, crea legami umani che alimentano una rete di welfare invisibile nei quartieri e contribuisce a mantenere lo spazio pubblico curato, vivo e vivibile.”

Queste proposte sono al centro del dibattito della seconda edizione del forum “inCittà 2026”.

 

Progetto “Viviamo le città”

Confcommercio La Spezia rilancia anche sul territorio le iniziative nazionali a sostegno del commercio di prossimità, a partire dalla mobilitazione del prossimo 16 novembre: in quell’occasione tutte le Confcommercio d’Italia consegneranno simbolicamente ai sindaci delle varie città le chiavi dei negozi: quelli che hanno abbassato definitivamente le saracinesche, quelli che resistono e quelli che potranno aprire in futuro. Un gesto per richiamare l’attenzione sulla necessità di sostenere le attività di prossimità e mantenere vivi i centri urbani.

L’iniziativa è stata annunciata a Bari, nell’ambito di “inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono”, l’appuntamento nazionale promosso da Confcommercio dedicato alla rigenerazione urbana. Presente anche una delegazione di Confcommercio La Spezia composta dal direttore Roberto Martini, da Alessandro Corsini, responsabile comunicazione, e da Gianni Balducci, presidente FIMAA La Spezia e membro di giunta dell’associazione.

L’obiettivo è rafforzare il dialogo e la collaborazione tra Confcommercio e amministrazioni comunali, affinché il commercio venga riconosciuto come una componente fondamentale delle politiche di sviluppo urbano.

Anche Confcommercio La Spezia rilancia quindi l’importanza di un lavoro condiviso con le istituzioni locali: contrastare la chiusura delle attività, favorire nuove aperture e restituire attrattività ai centri urbani significa investire nella qualità della vita delle comunità e nel futuro del territorio.

«La desertificazione commerciale è una questione nazionale, che interessa anche il nostro territorio e che va affrontata con una visione condivisa e interventi concreti. La consegna simbolica delle chiavi ai sindaci non vuole essere un gesto polemico, né tantomeno un modo per attribuire responsabilità alle amministrazioni locali. Al contrario, vuole rappresentare un’apertura al dialogo e alla collaborazione. Come Confcommercio La Spezia intendiamo metterci a disposizione del Comune ed essere un interlocutore di riferimento per costruire insieme proposte e strategie capaci di contrastare questo fenomeno. Vogliamo sederci attorno a un tavolo e portare la nostra conoscenza del tessuto economico e delle esigenze delle attività, per lavorare a un piano d’azione territoriale per la prossimità. Perché questi piani possano tradursi in interventi concreti, però, è necessario prevedere anche risorse adeguate a livello nazionale. Chiediamo quindi di istituire un Fondo nazionale destinato ai Comuni che scelgono di attuare questi percorsi insieme alle imprese. Il commercio non è soltanto economia: è un presidio sociale, contribuisce alla sicurezza e rende vivi i quartieri. Per questo salvaguardare i negozi esistenti e favorire nuove aperture deve diventare un obiettivo condiviso, nell’interesse di tutta la comunità», dichiara Sergio Camaiora, presidente di Confcommercio La Spezia.