Ad agosto “fiammata” dell’inflazione. Beni ad alta frequenza di acquisto aumentano dal 3,4% al 4.3%. L’allarme di Confcommercio sul disagio sociale

Il costo della vita spinge nuovamente in alto l’allarme sociale. Secondo un’indagine dell’Ufficio Studi di Confcommercio nel mese di agosto, l’indice del disagio sociale ha interrotto l’andamento di ripresa intravisto a luglio, attestandosi a quota 11,2, con un salto di sei decimi di punto in un solo mese. A guidare questa fiammata non è la carenza di posti di lavoro, ma l’impennata dei prezzi dei beni e dei servizi di prima necessità, che colpisce direttamente le tasche dei consumatori. Il quadro economico delineato dalle ultime stime imputa il peggioramento dell’indice quasi esclusivamente all’aumento dei costi per la spesa di tutti i giorni. Trascinata dalla forte accelerazione dei prezzi del comparto energetico, l’inflazione sui beni ad alta frequenza d’acquisto è infatti schizzata al 4,3% su base annua, segnando un netto divario rispetto al 3,4% registrato nel mese di luglio.

“Al momento i dati che arrivano dalle nostre indagini non sono confortanti. – ha dichiarato il presidente di Confcommercio La Spezia Sergio Camaiora – La tendenza all’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche, registrata dall’inizio dell’anno, continua a produrre effetti essenzialmente sui settori più direttamente collegati. Il rischio concreto è che, nell’ultimo trimestre del 2026, l’incremento dei costi operativi legati all’energia e ai trasporti si trasferisca a cascata sulle altre filiere produttive e commerciali, gonfiando ulteriormente i prezzi al dettaglio. La contrazione delle vendite, determinata dalla riduzione del potere d’acquisto dei consumatori, ci preoccupa per le possibili ripercussioni sulla tenuta del tessuto commerciale. Una minore capacità di spesa quindi che si somma all’aumento dei costi che le attività devono sostenere per rimanere aperte. Ne deriva una pressione sempre maggiore e insostenibile per molte attività”

Secondo la stima provvisoria Istat a crescere è soprattutto il prezzo degli Energetici, sia non regolamentati (da +11,4% a +16,9%) che regolamentati (da +14,8% a +18,8%), mentre aumentano meno del mese precedente i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3% a +2,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,9%). Su base mensile resta stabile la percentuale di aumento dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (+1%).