XIII edizione di “Legalità ci piace”, l’iniziativa nazionale di Confcommercio. Furti e taccheggi tra i crimini che preoccupano maggiormente gli imprenditori
Tredicesima edizione della Giornata nazionale di Confcommercio “Legalità, ci piace!”, l’appuntamento annuale dedicato all’analisi dei fenomeni illegali che colpiscono il tessuto economico. Nel 2025 si registra, a livello nazionale, una crescita di abusivismo, contraffazione e taccheggio: fenomeni che mettono a rischio 284mila posti di lavoro regolari, con una perdita stimata per le imprese del commercio e dei pubblici esercizi di circa 41 miliardi di euro. È quanto emerge dal report elaborato dall’Ufficio Studi di Confcommercio, che inserisce la provincia della Spezia all’interno della macroarea “Nord Ovest”. In quest’area, i furti rappresentano il crimine che preoccupa maggiormente gli imprenditori (26,7%), dato comunque inferiore alla media nazionale (32%).
“I dati nazionali di quest’anno evidenziano come taccheggi e furti siano i reati che colpiscono più duramente le attività commerciali – dichiara Sergio Camaiora, Presidente di Confcommercio La Spezia – Siamo convinti che una società con negozi più sicuri sia, prima di tutto, una città che ne guadagna in vivibilità. Ogni saracinesca abbassata rappresenta un punto di buio, la funzione sociale delle attività commerciali è fondamentale. Dove c’è una luce accesa, siamo certi che la microcriminalità tenda a restare alla larga”.
Come ogni anno, Confcommercio La Spezia integra l’analisi nazionale con i dati locali forniti dalla Prefettura della Spezia. Per quanto riguarda i furti in provincia, si è registrato un incremento, passando dai 2.836 casi del 2024 ai 3.030 del 2025. Nello specifico, i furti negli esercizi commerciali e i taccheggi sono saliti da 339 a 385. Segnano invece un andamento contrastante i danneggiamenti e gli atti di vandalismo: se a livello provinciale aumentano leggermente (da 1.021 a 1.065), nel solo Comune della Spezia il dato cala da 507 nel 2024 a 502 nel 2025. In diminuzione anche la contraffazione, che scende da 32 a 23 casi, e le truffe informatiche, passate da 102 episodi nel 2024 a 78 nel 2025. I dati sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa nella sede spezzina di Confcommercio da Giulio Guerri, Assessore alla Sicurezza del Comune della Spezia.
“Il contrasto dei reati – dichiara l’assessore alla sicurezza Giulio Guerri – è, come noto, materia di competenza dello Stato e la nostra amministrazione è impegnata a dare un contributo concreto a questa attività. Lo abbiamo fatto e continuiamo a facciamo con investimenti importanti sulla videosorveglianza cittadina, che conta più di 250 telecamere ed è tuttora in fase di potenziamento, e sul rafforzamento della Polizia Locale, salita a 130 unità e in prima linea su servizi come la lotta alla malamovida e allo spaccio di droga. E anche con la nostra partecipazione attiva al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, dove vengono monitorate attentamente le esigenze della cittadinanza e definite le linee del dispositivo di sicurezza. In quest’ottica assume un valore fondamentale il metodo operativo che stiamo portando avanti: la sinergia con la Prefettura, la Questura, il Comando Carabinieri e la Guardia di Finanza, nonché la collaborazione con le associazioni di categoria come Confcommercio. I dati del Ministero dell’Interno relativi al 2025 attestano una riduzione dei reati denunciati in città rispetto al 2024, che è l’anno in relazione al quale l’indagine del Sole 24 Ore ha attribuito alla Spezia un miglioramento di dieci posizioni nella graduatoria nazionale sulla sicurezza al confronto con l’anno precedente. Siamo concentrati nel fare il massimo per combattere e ridurre l’illegalità, promuovere la prevenzione e dare risposte sempre più efficaci e tempestive ai bisogni della cittadinanza”
Al centro dell’indagine restano il contrasto alla criminalità, alle rapine, agli episodi legati alla “mala movida” e al degrado urbano. Nell’area Nord Ovest, il 62,2% delle imprese del settore subisce episodi di taccheggio (allineato al 62,3% nazionale); di queste, il 26,4% viene colpita quotidianamente o più volte a settimana. Per l’86,9% delle attività, le perdite arrivano fino al 2% dei ricavi. I prodotti più sottratti spaziano dai profumi e cosmetici (21,2%) all’abbigliamento e calzature (20,5%), dagli accessori moda (18,4%) agli alcolici (15,7%) fino alla piccola elettronica (15,6%).
“Purtroppo registriamo un andamento negativo nel saldo tra aperture e chiusure delle attività. L’indagine nazionale di Confcommercio evidenzia una correlazione anche tra chiusure e livello di sicurezza percepito. Degrado urbano, minori opportunità di lavoro e insicurezza sono tra le principali conseguenze della sparizione dei negozi di vicinato – conclude Claudio Pinza, membro di giunta Confcommercio La Spezia con delega alla Legalità – Servono interventi che invertano questo trend. È una sfida complessa, spesso gli imprenditori tentano di difendersi acquistando delle telecamere. L’installazione di sistemi di videosorveglianza rappresenta tuttavia un costo oneroso per gli imprenditori e non tutti possono permetterselo”.

