Rete Imprese preoccupata per le misure annunciate dal Comune di Riomaggiore
Abbiamo appreso dai social media del via libera da parte dell’Amministrazione comunale di Riomaggiore del Regolamento di Polizia Urbana che prevede una nuova regolamentazione delle comitive sul territorio del Comune di Riomaggiore.
L’annuncio è datato sabato 27 dicembre e la delibera non è ancora pubblicata sull’Albo Pretorio, e quindi non si hanno certezze sulla data di esecutività. Certo è che siamo a ridosso della nuova stagione turistica e la maggior parte delle agenzie ha già preparato cataloghi e firmato contratti per il 2026 e sta preparando le offerte per il 2027. Se la delibera prevedesse l’entrata in vigore nel 2026 il preavviso non sarebbe quindi in alcun modo sufficiente per permettere una riprogrammazione.
Già a luglio 2025 le scriventi Associazioni di categoria avevano espresso la preoccupazione che le norme messe in bozza dai Comuni delle Cinque Terre rischiassero di colpire quelle agenzie, per lo più piccole e medie, che ancora cercano di preparare itinerari di qualità, ma soprattutto che queste stesse norme avrebbero favorito proprio quei Tour Operators la cui clientela è raccolta tramite piattaforme on line, click baiting e campagne di marketing aggressive basate su quegli stereotipi che riducono le Cinque Terre a foto da magnete. Per questi turisti in genere basta che le “guide” (necessariamente non locali e soggette a un grande turnover) indichino loro i punti in cui farsi il selfie. Non hanno alcun bisogno di “assembrare” le persone per raccontare storia, usi e costumi dei luoghi visitati.
La preoccupazione era ed è, in sintesi, che i provvedimenti in cantiere non serviranno a contrastare il sovraffollamento, ma finiscano col sostituire quei turisti che possono rimanere più tempo, che desiderano conoscere il territorio nella sua interezza e complessità, con turisti che in 7 ore visitano 2 paesi delle Cinque Terre e anche Pisa. Fenomeno che purtroppo è già iniziato da anni e che ha visto il suo culmine proprio nel 2025.
Questa e altre preoccupazioni sono state espresse ai Comuni già a luglio, in attesa di un confronto approfondito, punto su punto, a partire dai luoghi in cui fare stazionare i gruppi (in bozza era loro vietata ad esempio la piazza antistante la stazione di Riomaggiore – luogo in cui ci si ferma oltre che ad attendere treni anche per dare modo alle persone di utilizzare i bagni) con lo scopo di trovare soluzioni che non si rivelino un danno sulla media e lunga distanza.
Per fare questo è necessario uno studio delle dinamiche complessive, non solo di quelle riguardanti il territorio di pertinenza, e che ci sia disponibilità a collaborare al fine di rimuovere i disagi per i residenti e al tempo stesso non trasformare la visita in una corsa ad ostacoli e in una esperienza punitiva per i turisti. La volontà del Parco di cambiare la narrazione del territorio, di premiare la qualità e al contempo di avviare un portale finalizzato a sviluppare una capacità predittiva ci era sembrata la strada più diritta da percorrere.
Auspichiamo dunque che sia ancora possibile lavorare ad un progetto, frutto di una visione veramente innovativa, che contemperi i diritti di residenti, visitatori e operatori economici (ospitalità, ristorazione, commercio locale), che possa rendere i paesi delle Cinque Terre luoghi da vivere in pienezza.

