Fipe Confcommercio mette in guardia sui buoni pasto: vietato chiedere alle imprese il pagamento di costi extra oltre il 5%
In questi giorni FIPE Confcommercio ha raccolto le segnalazioni di alcune imprese che stanno ricevendo comunicazioni volte a promuovere un POS che consente l’accettazione dei buoni pasto elettronici emessi da più società emettitrici.
Per la funzione di POS multi-emettitore viene richiesto alle aziende il pagamento di un canone di configurazione una tantum, di una commissione fissa per transazione o in alternativa di una “commissione minima” mensile nel caso in cui non venga raggiunto un determinato volume di transazioni. Il pagamento di questi oneri è previsto anche nel caso di accettazione dei buoni pasto provenienti da un’unica società emettitrice.
In merito a tali iniziative, FIPE invita a prestare la massima attenzione e ricorda che secondo la “Legge Concorrenza 2023” (Legge n. 193/2024, art. 37) è stato fissato un limite: le commissioni applicate dalle società che emettono buoni pasto non possono superare il 5% del valore del buono, anche per il settore privato. Questo limite copre tutti i costi legati al processo di uso dei buoni pasto: dall’accettazione, all’erogazione, fino alla fatturazione.
Pertanto, ogni ulteriore costo per l’accettazione e la gestione dei buoni pasto è in contrasto con il quadro normativo vigente. I costi aggiuntivi richiesti alle aziende sono dunque non legittimi. FIPE invita le imprese a non firmare questi accordi e a chiedere alle società emettitrici di fornire strumenti per accettare i buoni pasto senza ulteriori costi oltre il 5%.

