Destinazione Entroterra 2.0:, l’intervista al presidente di Confcommercio La Spezia Sergio Camaiora: “imprese e comunità per mantenere vivo il territorio”

Il presidente di Confcommercio La Spezia Sergio Camaiora, intervistato nello studio di Tele Liguria Sud, ha introdotto “Destinazione Entroterra 2.0”, un progetto realizzato in collaborazione con Regione Liguria e giunto alla sua seconda edizione. Protagoniste sono le imprese del territorio, in particolare di sei comuni: Lerici, Brugnato, Zignago, Beverino, Rocchetta di Vara e Riccò del Golfo.

Il reparto comunicazione di Confcommercio La Spezia ha incontrato i titolari delle aziende di questi territori per conoscere il loro lavoro quotidiano, il loro impegno e il loro contributo nel mantenere vivo il proprio comune e nel contrastare la desertificazione commerciale. A seguire, l’intervista al presidente Sergio Camaiora.

Perché avete scelto di concentrarvi sui territori della Val di Vara, escludendo volutamente le Cinque Terre e includendo invece un comune del litorale come Lerici?

“A nostro modo di vedere, i comuni delle Cinque Terre hanno sufficiente visibilità e hanno necessità, per poter continuare ad avere quella attrattività che hanno a livello mondiale, di poter disporre di un entroterra che sia in grado di garantire anche un flusso di turisti verso quelle zone. Per questo il nostro scopo è quello di andare a valorizzare quello che le nostre attività nell’entroterra della Val di Vara, della bassa e alta Val di Vara possono avere di attrattivo. Sono le attività di carattere commerciale, le attività legate ai servizi che in quelle zone lavorano e danno un tipo di servizio che oggi potremmo definire di carattere sociale.

Mi spiego in maniera ancora più chiara. Quando noi parliamo di desertificazione, parliamo di un fenomeno che rappresenta la chiusura di attività commerciali, ma per noi di Confcommercio la desertificazione ha anche un altro significato, ovvero l’omologazione e la perdita di quel servizio sociale che le attività commerciali hanno. Con una popolazione che invecchia, l’attività commerciale può rappresentare un importante punto di riferimento per acquistare beni essenziali come il pane, il latte, fino al giornale. Ma non solo questo, parliamo anche dei servizi che molte attività offrono a quelle popolazioni. Mi riferisco ad esempio all’acquisto e alla consegna di medicinali porta a porta per chi non può uscire di casa.”

Faceva riferimento a una popolazione che comunque è sempre più anziana. Quest’anno, in modo particolare, il progetto è rivolto anche alle fragilità, al tentativo di abbattere le barriere architettoniche, quindi anche a voler sensibilizzare in qualche modo le amministrazioni verso questo tema.

“Sicuramente si tocca un tasto che mi tocca personalmente: l’anzianità. Io non sono più giovane, sono un diversamente giovane, però le problematiche per chi ha raggiunto una certa età e vive in zone lontane da quelli che sono i servizi ai quali abitualmente siamo abituati, dei quali usufruiamo, sono veramente importanti. Mi preme ribadire il servizio sociale, la valenza sociale che le attività commerciali offrono, soprattutto nelle periferie più estreme. Quindi lo slogan “compro sotto casa”, uno dei pilastri del progetto, acquista un valore diverso se noi lo andiamo a declinare nel centro città o nelle periferie della Val di Vara.”

I comuni interessati sono Beverino, Brugnato, Zignago, Rocchetta di Vara, Riccò del Golfo e Lerici. L’intenzione non è entrare in contrapposizione con le Cinque Terre, ma strutturare un modello di turismo integrato, anche per evitare lo spopolamento e la desertificazione nelle aree più interne. Come poterlo fare?

“Attraverso la valorizzazione di quelle che sono le peculiarità delle nostre attività. Quando dico “nostre attività”, intendo le attività che fanno riferimento a quel mondo che noi rappresentiamo, alle nostre attività della Val di Vara. Penso alle peculiarità di tipo enogastronomico, che sono enormi. Quello che ci offre  Pignone, la Valle del Biologico di Varese, e altre situazioni di grossa attrattività. Quindi non è soltanto valorizzare in assoluto le aree della Val di Vara, ma anche mettere in sinergia e in collegamento le potenzialità delle Cinque Terre con quelle del centro spezzino, che non dimentichiamo è un hub turistico estremamente importante. La Val di Vara che è un pochino la Cenerentola della nostra provincia e non merita assolutamente di essere relegata ad un ruolo secondario, ma deve essere riportata a quel valore che ha in assoluto.”

Queste puntate arrivano dopo un percorso di confronto con le realtà e con le amministrazioni. È stato fatto il punto anche con i sindaci, gli amministratori e gli assessori di questi territori, che vivono loro stessi delle difficoltà nel gestire determinate dinamiche. Che cosa può fare un sindaco di un comune molto piccolo per provare a rilanciare un po’ il commercio nel proprio territorio?

“Non è facile, non esiste una ricetta, perché se esiste, sicuramente avremmo trovato il modo di bloccare la desertificazione. I sindaci della Val di Vara incontrano un fenomeno che è lo spopolamento, incontrano l’altro fenomeno che è l’invecchiamento di chi gestisce le attività commerciali, perché soprattutto in quelle zone il ricambio generazionale non è che esista così frequentemente. Proprio lo sforzo che dobbiamo andare a fare è quello di favorire il ricambio generazionale e, da questo punto di vista, l’apertura, il mantenimento di attività commerciali esistenti e l’apertura di nuove attività è favorito da alcune normative di carattere regionale che prevedono incentivi e sovvenzioni per chi apre o mantiene attività in quel luogo.

Altre strategie possono essere messe in campo. Vorrei ricordare che, non appena insediato come presidente di Confcommercio, ho richiesto un incontro a tutti i sindaci della Val di Vara. Un incontro al quale hanno risposto tutti i sindaci e nel corso del quale abbiamo messo a punto alcune linee. La prima, la fondamentale, è questa: non ragioniamo più in termini di campanili, ma lavoriamo e ragioniamo come area. E come area, in questo modo, stiamo sviluppando dei progetti che non sono progetti di facile di immediata realizzazione, ma attorno ai quali stiamo lavorando per valorizzare quello che di buono — e ce n’è tanto — c’è nella Val di Vara.”

Confcommercio è a disposizione anche di tutti gli imprenditori, di tutti coloro che hanno un’attività o che volessero aprirla, anche nel sostenerli nel districarsi nel mondo burocratico dei bandi. La seconda parte dell’intervista al presidente Sergio Camaiora uscirà prossimamente.

L’intervista completa: