Destinazione Entroterra 2.0: Le attività di Pugliola, frazione di Lerici, non sono solo esercizi economici, sono presidi di socialità
Le attività svolgono un ruolo fondamentale nelle periferie e nelle frazioni dei comuni, dove rappresentano spesso molto più di un semplice servizio: sono punti di riferimento per i residenti, favoriscono la socialità e contribuiscono a mantenere vivi i territori. A Pugliola, frazione del Comune di Lerici, gli abitanti si rivolgono al bar e al ristorante sotto casa non solo per mangiare o bere un caffè, ma per stare insieme, leggere il giornale o fare ricariche telefoniche. Confcommercio La Spezia ha raccolto le voci di due titolari del territorio. Antonio Cosenza gestisce insieme alla propria famiglia il bar “La Piazzetta” .
Da quanto tempo ha aperto il bar?
Da 2005. Abbiamo spostato la sede nel 2017, prima si trovava nella piazzetta di fronte, non ci siamo mossi di molto. All’inizio abbiamo rilevato un tabacchino, abbiamo calcolato che poteva estendersi anche a piccolo bar e l’abbiamo trasformato. Oggi è un bar- tabacchi. In totale sono ventun anni.
La vostra attività è molto i più di un bar tabacchi, organizzate anche manifestazioni culturali e servizi per gli abitanti di Pugliola.
È vero, non ci limitiamo alla solita attività commerciale: abbiamo presentato libri, organizzato mostre fotografiche, piccoli eventi. Il martedì è il giorno del Cineforum. È difficile definirla perché come tutte le attività delle frazioni fa veramente di tutto, dal tabacchino all’edicola. È un punto di aggregazione del paese quindi i clienti sanno di poter spedire qui pacchi, farmaci, alcune volte mi lasciano persino le chiavi, c’è una fiducia reciproca. Poi abbiamo dato un aiuto concreto durante il Covid, abbiamo organizzato una raccolta alimentare, due volte alla Caritas e una volta alle Dame di San Vincenzo di Lerici.
Le è mai capitato di aiutare qualcuno dei residenti, per esempio di portare loro a casa il giornale?
Assolutamente sì, lo abbiamo portato persino a una contessa. Viveva all’interno di Villa Rezzola, è a due passi dal bar e oggi è stata riaperta grazie all’intervento del FAI, anni fa tuttavia era di proprietà della Contessa Carnevale. Lei prendeva sistematicamente ogni giorno “La Repubblica” e io le consegnavo il giornale al cancello. Poi c’era Felix, il suo maggiordomo, che lo prendeva e lo portava in casa. La contessa mi ha invitato tante volte a mangiare con loro.
Abbiamo fatto tante cose per la comunità, ho portato sigarette anche a domicilio, ho riportato chiavi dimenticate al bar, dopo essere risalito alle persone che le avevano perse. Il nostro è veramente un punto di aggregazione, di amicizia, di cultura, sono soddisfatto. Spero che un domani chi dovesse rilevarlo continui questo cammino, ovvero non solo commerciale, quindi non solo finalizzato a guadagnare, ma soprattutto dedicato all’aiutare gli altri.
Edoardo Del Santo, collabora nell’alimentari e ristorante di famiglia “A butega de Pugiua”, lo incontriamo all’interno dell’attività.
Ci toglie una curiosità sul nome? Cosa vuol dire “A butega de Pugiua”?
È in dialetto lericino vuol dire: “La bottega di Pugliola”.
Una bottega aperta da quanto?
Dal 2014 come alimentare, poi ci siamo estesi alla gastronomia e alla ristorazione. La nostra specialità è il pesce e tutti i prodotti locali. La nostra è una storia di famiglia, hanno aperto mio padre e mia madre. Io sono praticamente nato in questa attività, la sento un po’ mia e voglio continuare il lavoro di famiglia. Mi trovo molto bene a parlare con le persone e mi fa stare bene stare in mezzo alla gente.
Avete dei clienti fissi?
Sì, sia clienti fissi locali che turisti con le seconde case che ci vengono a trovare quando vengono qui. Ogni mattina le persone vengono qui per fare la colazione. Molti sono anziani, vengono a prendere il pane, il latte, mi raccontano le loro giornate e io sto qui ad ascoltare.
Destinazione Entroterra 2.0 è un progetto di Confcommercio La Spezia in collaborazione con Regione Liguria.
L’intervista completa è disponibile al link:

