Caro energia, Confcommercio La Spezia: servono interventi per sostenere imprese e consumator

Il caro energia torna a pesare sull’economia italiana e sulle imprese. Secondo l’analisi di Confcommercio in collaborazione con il Cer, a settembre il prezzo all’ingrosso dell’elettricità in Italia ha raggiunto livelli superiori del 73,3% rispetto alla media del 2025, mentre il prezzo del gas sul mercato europeo è aumentato del 161,2% rispetto a settembre dello scorso anno. Un quadro che rischia di avere ripercussioni significative anche sui consumi: nello scenario energetico più sfavorevole, con il prezzo del petrolio stabilmente a 140 dollari al barile nel 2027, Confcommercio stima una riduzione dei consumi delle famiglie di circa 6,5 miliardi di euro, pari a circa 250 euro di minori consumi reali per famiglia.
L’impatto è particolarmente significativo per le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione: nel secondo semestre del 2026, l’aggravio complessivo dei costi delle bollette elettriche per questi comparti è stimato in oltre un miliardo di euro. La sola componente elettrica comporterebbe maggiori costi per circa 494 milioni di euro per i negozi, 207 milioni per i ristoranti, 164 milioni per gli alberghi, 111 milioni per i bar e 50 milioni per la grande distribuzione.
A pesare sulla situazione italiana è anche la maggiore dipendenza dal gas per la produzione di energia elettrica. Nel 2025, il 43,7% dell’elettricità italiana è stato generato da impianti alimentati a gas, contro il 18,2% della Spagna, il 17,6% della Germania e appena il 3,2% della Francia. Secondo l’analisi Confcommercio questa maggiore esposizione rende il nostro Paese più vulnerabile alle oscillazioni dei prezzi internazionali dell’energia.
Confcommercio La Spezia richiama quindi l’attenzione sul rapporto tra costi energetici, competitività delle imprese e domanda interna, in una fase nella quale la tenuta dei consumi rappresenta un fattore importante per la crescita dell’economia.
«Il costo dell’energia continua a rappresentare una voce importante nei bilanci delle imprese e la sua volatilità rende più difficile programmare investimenti e attività – sottolinea il presidente di Confcommercio La Spezia, Sergio Camaiora –. Il caro energia non riguarda soltanto le bollette, ma può incidere sui prezzi, sulla competitività delle imprese e sulla capacità di spesa delle famiglie, con effetti sui consumi. Per questo occorre intervenire su più livelli: nell’immediato, riducendo il peso degli oneri di sistema e dando attuazione alle misure per le imprese, e nel medio periodo favorendo gli investimenti in efficienza energetica, autoproduzione e fonti rinnovabili».
Per Confcommercio è quindi necessario un intervento emergenziale aggiuntivo per ridurre ulteriormente gli oneri generali di sistema, estendendo la misura a tutte le imprese e garantendone una durata annuale. Allo stesso tempo, occorre rafforzare gli incentivi per l’efficienza energetica, favorendo gli investimenti nell’ammodernamento degli edifici e dei processi produttivi e riducendo strutturalmente i costi per le aziende.
La spesa energetica, oltre a costituire una significativa voce dei costi di gestione delle attività, comporta una minore capacità di spesa delle famiglie che incide direttamente sui consumi.