Carburanti, prorogato fino al 5 settembre lo sconto sul diesel
Nella riunione del 26 agosto scorso il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge con cui viene prorogato fino al 5 settembre il taglio sulle accise. Si tratta dello sconto di 17 centesimi sul gasolio introdotto lo scorso 4 agosto e poi rinnovato fino al 26 agosto stesso. La nuova proroga varata dal Cdm avrebbe un costo di circa 130 milioni di euro. Come fatto trapelare da Palazzo Chigi, il Governo lavora intanto su “una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo”.
Prorogato alla stessa data anche il credito d’imposta per l’autotrasporto.
Agenti Fnaarc: “Chi lavora in auto non può vivere di proroghe”
Agenti Fnaarc, la Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio, riconosce lo sforzo fatto dal Governo per attenuare il caro carburante in una fase segnata da tensioni e incertezze internazionali, ma chiede interventi strutturali ed efficaci in grado di attenuare la volatilità dei mercati nel lungo periodo.
“Comprendiamo che l’andamento dei mercati internazionali renda difficile prevedere l’evoluzione dei prezzi – ha dichiarato Alberto Petranzan, presidente nazionale Agenti FNAARC – ma non possiamo vivere di proroghe. Abbiamo bisogno di certezze e quindi di correttivi strutturali e adeguati per compensare le importanti oscillazioni dei carburanti”. Secondo l’ultima rilevazione disponibile del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, riferita al 24 agosto, il gasolio self costa in media 2,131 euro al litro e la benzina 2,010 euro. In autostrada i prezzi salgono rispettivamente a 2,204 e 2,088 euro al litro. Il gasolio resta quindi sopra i due euro nonostante il taglio delle accise.
Rispetto al 25 agosto 2025, quando costava mediamente 1,622 euro al litro, è aumentato di circa 51 centesimi, oltre il 31%. Nello stesso periodo la benzina, esclusa dal provvedimento, è cresciuta di circa 32 centesimi al litro, quasi il 19%. Con prezzi così elevati e diversi da un distributore all’altro, alla pompa non si percepisce il vantaggio dei 17 centesimi.
Per gli agenti di commercio Enasarco il carburante rappresenta uno dei costi più importanti del proprio bilancio e i forti rincari vanificano i vantaggi del regime forfettario che ha aiutato molti agenti di commercio nella sostenibilità dell’attività. Anche il rinnovo dell’auto è diventato un problema. La vettura viene sostituita mediamente ogni quattro anni e richiede un investimento sempre più oneroso, mentre capire quale alimentazione potrà restare sostenibile nel tempo è sempre più complesso. Il diesel, tradizionalmente scelto da chi percorre molti chilometri, risente delle oscillazioni del prezzo del gasolio e dell’aumento delle accise. L’elettrico richiede un investimento iniziale più elevato e, per chi viaggia in tutta Italia, presenta ancora difficoltà legate alla diffusione delle colonnine e al costo delle ricariche rapide.
“Sostituiamo l’auto ogni 4 anni – ha proseguito Petranzan – per elevato chilometraggio e oggi scegliere tra diesel, benzina, ibrido ed elettrico è diventato quasi un terno al lotto. Per programmare un acquisto consapevole serve una politica energetica chiara e che guardi al futuro”. A pesare sull’acquisto è anche una fiscalità lontana dalla realtà attuale. Il limite di costo fiscalmente riconosciuto per le autovetture degli agenti di commercio è ancora pari a 25.822,84 euro, importo mutuato dai 50 milioni di lire fissati nel lontano 1986 e mai adeguato ai prezzi delle auto. Agenti Fnaarc ha quindi chiesto correttivi che limitino l’impatto dei rincari e permettano agli agenti di programmare i costi dell’attività. Resta inoltre necessario aggiornare la fiscalità per l’acquisto dell’auto, ancora ferma a parametri definiti quarant’anni fa.
“La proroga affronta l’emergenza per altre 48 ore, ma dal 27 agosto il problema sarà ancora lo stesso. Gli agenti di commercio sono sulla strada tutto l’anno e hanno bisogno di una politica che guardi oltre dopodomani”, ha concluso Petranzan.
Bus turistici: il caro gasolio torna a minacciare imprese e turismo
Non c’è pace per il settore dei Bus Turistici. Dopo anni segnati dall’aumento dei costi di gestione, dalle limitazioni alla circolazione, dalle ZTL sempre più onerose, sul comparto torna a incombere l’emergenza carburanti.
A lanciare un nuovo allarme è AN.BTI – Confcommercio, alla luce delle dichiarazioni del presidente di FederPetroli Italia, Michele Marsiglia, secondo cui, nei prossimi mesi, il prezzo del gasolio potrebbe arrivare fino a 3 euro al litro qualora le tensioni geopolitiche e la situazione nello Stretto di Hormuz dovessero aggravarsi.
Un allarme che arriva mentre il gasolio continua a viaggiare da sei lunghi mesi su livelli elevatissimi: secondo gli ultimi dati, il prezzo medio in autostrada ha raggiunto oggi il 2,178 euro al litro in modalità self, mentre sulla rete stradale nazionale si attesta intorno ai 2,10 euro. Con picchi insostenibili per il servito.

