Attività nell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre: le associazioni di categoria chiedono priorità per i noleggiatori professionali
Preoccupazione dalle associazioni di categoria Confartigianato, Cna e Confcommercio della Spezia sulla recente graduatoria per l’accesso all’Area marina protetta delle Cinque Terre, definita dall’esito del bando nell’ambito del disciplinare integrativo.
Le preoccupazioni per le associazioni di categoria sono per “i criteri adottati, che includono tra i beneficiari anche soggetti titolari di autorizzazioni per il noleggio occasionale, attività che per sua natura non rappresenta l’esercizio principale d’impresa”.
“Riteniamo necessario – dichiarano le associazioni – che venga riconosciuta una chiara priorità ai noleggiatori professionali, ovvero a quelle imprese che svolgono in maniera continuativa e prevalente l’attività di noleggio natanti e che da essa traggono il proprio sostentamento economico.”
Secondo Confartigianato, Cna e Confcommercio, “l’inclusione nella graduatoria di operatori non professionali rischia di penalizzare le imprese strutturate del territorio, alterando il principio di equità e compromettendo la sostenibilità economica di un comparto che rappresenta una componente significativa dell’economia locale”.
Le associazioni sottolineano “un’eventuale revisione dei criteri, con l’esclusione delle autorizzazioni al noleggio occasionale (che tra l’altro possono esercitare la loro attività solo per 42 giorni l’anno), consentirebbe uno scorrimento della graduatoria, permettendo così l’accesso a numerosi operatori professionali attualmente esclusi, che esercitano questa attività in modo esclusivo o prevalente”.
“Si tratta di una misura di buon senso – proseguono – che garantirebbe maggiore coerenza con le finalità del disciplinare e tutela per chi opera quotidianamente nel rispetto delle regole e degli standard richiesti dal settore.”
Confartigianato, Cna e Confcommercio ribadiscono la propria disponibilità “ad un ulteriore confronto con il presidente dell’Ente Parco, auspicando una revisione dei criteri adottati che possa rispondere in maniera più efficace alle esigenze delle imprese e del territorio”.

