Confcommercio SP | Legname sui litorali di Sarzana e Fiumaretta. “Con questa ordinanza smaltire i rifiuti è impossibile”. L’intervento di Rete Imprese
 

Legname sui litorali di Sarzana e Fiumaretta. “Con questa ordinanza smaltire i rifiuti è impossibile”. L’intervento di Rete Imprese

Legname sui litorali di Sarzana e Fiumaretta. “Con questa ordinanza smaltire i rifiuti è impossibile”. L’intervento di Rete Imprese

«Un’ordinanza che non va incontro alle aziende, ma che le penalizza». Ancora problemi sulle spiagge del litorale di Marinella e Fiumaretta dove i balneatori, in queste settimane, si trovano a dover fare i conti con due normative che non facilitano affatto il lavoro di smaltimento del legname sulle spiagge. Sia il Comune di Ameglia che quello di Sarzana hanno infatti previsto che il materiale possa essere bruciato nella fascia oraria tra le 7 e le 11 e soltanto dal lunedì al venerdì. Un lasso di tempo troppo breve per poter riuscire a ripulire in fretta i litorali. A questo proposito intervengono i responsabili di Rete Imprese Italia La Spezia, organismo di rappresentanza unitario a cui aderiscono Confcommercio, Confartigianato, Cna e Confesercenti: «Le possibili cause sono due. O chi ha scritto l’ordinanza non ha sufficiente competenza in materia, oppure non c’è stata la volontà di andare incontro alle aziende. Non tutti i giorni sono adatti per poter appiccare il fuoco. Dipende da tanti fattori meteorologici, come il vento e la pioggia. Inoltre il legname è impregnato di salsedine e brucia molto lentamente. Allo stesso tempo spegnere il fuoco non è un’operazione così immediata. Una volta acceso è necessario attendere che finisca di bruciare. Non sforare rispetto all’orario limite previsto è impossibile». Proprio oggi infatti, alcuni stabilimenti balneari sono stati oggetto di controlli da parte della Capitaneria di Porto, a seguito della presenza di fuochi oltre all’orario limite. «Comprendiamo pienamente il lavoro svolto dalla Capitaneria di Porto che si attiene, giustamente, alle ordinanze emanate. Il problema, infatti, è a monte. La fascia oraria è troppo ridotta. I Comuni in questione dicono di essere dalla parte delle aziende, ma nei fatti hanno dimostrato di aver agito contro i loro interessi. Se le cose non cambieranno, la gestione dello smaltimento rimane inadeguata con il rischio di avere ancora del materiale sulla spiaggia all’arrivo di un’altra mareggiata. Del resto questi accadimenti non sono più straordinari. Due volte all’anno il fenomeno si verifica con una certa puntualità. Motivo per cui sarebbe opportuno farsi trovare pronti attraverso un protocollo di intervento definito da applicare in maniera automatica tutte le volte che situazioni come questa dovessero ripresentarsi. Auspichiamo pertanto a un cambio di marcia da parte delle Amministrazioni comunali che esortiamo a intraprendere tutte le azioni necessarie affinché la situazione possa risolversi in temi brevi».