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Il modello di governance della Confcommercio
“Vedo per la città un cambiamento epocale ma bisogna evitare due insidie, due tipi di pericolo” di Gianfranco Bianchi

Vedo per la città un cambiamento epocale, pur nel medio termine,anche se non lo si percepisce ancora pienamente. Dopo dieci anni di analisi e dibattiti succeduti alla grande crisi degli anni 90, finalmente si è compreso che il futuro di questa città dovrà essere soprattutto terziario e turistico che guardi al suo golfo e al mare.

Parlare di trasformazione terziaria e di servizi ovviamente significa anche concludere le opere infrastruttutali (viabilità,parcheggi, nuove funzioni nel centro città) e di pari passo procedere all’ammodernamento della rete distributiva e dei servizi.

Confcommercio non può che essere favorevole alla trasformazione e all’ammodernamento della rete distributiva ma attenta a che siano evitati,a differenza del passato, due insidie, anzi due tipi di pericolo:

1- lanciarsi nella realizzazione di questo ammodernamento dimenticandosi dell’esistente sarebbe un errore gravissimo che provocherebbe più danni che benefici;

2- che non sia un’operazione meramente speculativa (un businnes avulso per sua stessa natura dalla realtà) e per evitare ciò occorre sin da subito mettere sul tavolo, seriamente, tutte le carte che si ha intenzione di giocare, senza continuare a gettare sul tavolo una carta alla volta, processo che, lo si intuisce, sfuma il quadro d’insieme. Ho detto all’inizio che il cambiamento epocale in atto non si percepisce perché la città è abituata da troppo tempo agli effetti annuncio. Così succede come nella favola della volpe e dell’uva o in quella del al lupo al lupo. Invece il cambiamento c’è.
Area I.P.,Waterfront, porticciolo Mirabello, polo nautico di Pagliari sono i punti che fanno intravedere la massa critica di un cambiamento radicale. E Confcommercio riconosce il valore di questi punti di forza ma contestualmente ribadisce e ricorda che qualunque progetto di realizzazione di una casa parte dalle fondamenta. E così per la città. Prima di qualunque intervento dovrà essere portata a compimento la realizzazione delle infrastrutture nel centro città dal quale, sia ben chiaro, non si può prescindere. E insisto: la città deve tornare ad essere il capoluogo della provincia.

Per questo dovremmo ragionare sempre più in termini di sistema. E’ un percorso che partendo dalla Riviera, dalle Cinque Terre e dalla Val di Vara,e passando per la città, porta alla Val di Magra. Un sistema che va pensato in relazione e in sintonia con l’imponente progetto del Monte dei Paschi su Marinellla, ormai in fase di lancio. Questo sarà l’ultimo, ma non per importanza, tassello della mutazione epocale non solo della nostra città ma di tutta la nostra provincia. Tutto ciò per confermare che in questo sistema la città deve ritornare ad essere centrale nel territorio. Per raggiungere questo obiettivo di centralità occorre riscoprire o tirare fuori o far rinascere l’orgoglio spezzino.”

 
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